Yacht Capital è di nuovo in edicola ed online: si torna con entusiasmo a pubblicare una testata che ha raccontato tanta nautica con uno stile personale e inconfondibile. L’eredità da raccogliere non è facile, anzi è perfino una responsabilità, ma noi… ci proviamo.

I tempi e i gusti, le esigenze commerciali sono cambiati dall’ormai lontano 1990, anno della fondazione da parte di Vincenzo Zaccagnino.

Torniamo con la carta stampata in un mondo dove è difficile orientarsi anche per chi ha vissuto interamente il passaggio dal piombo dei quotidiani al social: hanno tutti ragione, soprattutto chi ha il portafoglio. Per la prima copertina di questa nuova vita abbiamo scelto la faccia (ben lavorata dal vento, dal mare, dalla vita) di Giovanni Soldini.

Il navigatore che ha vinto il giro del mondo in solitario, stabilito record, navigato con ogni barca. Che ha salvato, e purtroppo anche perso, in mare amici e imbarcazioni. Con una testata che porta la parola Capital, con le suggestioni economiche che evoca, può sembrare una copertina fuori tema.

Insomma non abbiamo voluto una barca milionaria, non un mare trasparente color turchese o una spiaggia caraibica. No. Un uomo. Un duro. E lo abbiamo scelto per un motivo preciso: la sua passione per il mare, una emozione che non si ferma mai, la sua voglia di navigare.

A noi pare che il mercato dello yachting stia perdendo il vero significato della parola barca o yacht (nel Solent dove è nato lo yachting non vuol dire barca di lusso) che dovrebbe essere uno strumento per vivere il mare e sta diventando tutt’altro.

Il mare è il miglior driver d’acquisto si possa offrire a un armatore e ci permettiamo uno slogan: il lusso delle passioni non è la passione per il lusso. La materia prima dell’industria nautica è la passione per il mare, ovvero il tempo libero che si spende “floating”, galleggiando.

In queste pagine descriviamo Canova una delle barche a vela più visionarie del decennio, costruita in ogni particolare sulla passione e i desideri dell’armatore, non per stare in porto ma per navigare attorno al mondo. Una aspirazione sempre più evidente anche nel mondo del motore, con tanti explorer costruiti e proposti.

Buon vento a tutti.