Si chiama Canova lo sloop che Baltic Yachts ha costruito e varato in giugno, in Finlandia si vara sempre al disgelo, che è il frutto dei desideri di un armatore che ha lavorato anni a dar forma al suo desiderio di avere una barca che doveva riunire molte caratteristiche importanti.

Lo sfondo è quello del giro del mondo passando da Panama, ad alta velocità, con il massimo comfort, con una ragionevole autonomia nelle manutenzioni. Infine bella, quasi una scultura (e infatti ne esiste un modello in marmo, davvero suggestivo). Anche la barca precedente dello stesso armatore era nata da suggestioni simili ed era stata costruita da Baltic.

Tuttavia, questo Canova è profondamente diverso. Il processo di scelta del cantiere e dei progettisti è il frutto di una indagine lunga che ha richiesto tempo. Alla fine, le firme scelte per il progetto sono lo Farr Yacht Design per la ingegneria navale, Lucio Micheletti per il design degli esterni e ancora Lucio Micheletti con l’ufficio tecnico di Baltic Yacht per gli interni. A questi si aggiungono Gordon Kay che ha disegnato il sistema DSS (Dynamic Stability System), Gurit per il composito, Mattia Belleri project manager per l’armatore. Un team di grande esperienza, con la voglia di stupire.

Racconta l’architetto Micheletti, con studio a Milano e il grande piacere di disegnare a mano prima di passare alla versione digitale: “Per progettare una barca devi entrare in un’altra dimensione, abbandonare i volumi puri dell’architettura, sia all’estero che all’interno e devi lavorare con un’estetica che non è appartenenza ma profondità. Fondere calma e forza, vuoti e pieni. Lavorare con i materiali in un dialogo armonico evitando contrapposizioni”.

Tecnologia e Tradizione

Canova è il risultato di un processo creativo totalizzante, una energia che dall’armatore è passata agli amici, ai designer, che hanno costruito il progetto arrivando alla definizione precisa. “Quando abbiamo fatto il primo modellino, lo ho immaginato dentro una bottiglia – racconta Micheletti – E dentro la mia bottiglia vuota, posizionata e costruita la barca, ho pensato alle vele, al vento, alle onde, alla immensità del mare. Solo così, tutto viene ad avere un senso: forse il nostro non è un modellino è un mondo.

Forse esiste un rapporto stretto tra la bellezza delle barche e la felicità dei suoi progettisti”. La barca è uno degli oggetti più difficili da progettare, una sfida assoluta per i designer, che devono essere in grado di combinare gli aspetti abitativi con quelli nautici, le prestazioni con il comfort. E proprio su questi temi si gioca la sfida di Canova: essere una barca totalmente affidabile, assolutamente comoda. Tanto lo fanno le dimensioni: 142 piedi, 140 tonnellate di dislocamento.

Come racconta Britton Ward di Farr Yacht Design: “le velocità predette sono molto interessanti, e testimoniano la capacità della barca di navigare alla velocità del vento al lasco sia con venti moderati che con venti forti”. Tradotto significa navigare a 25 nodi con il vento che soffia a 25 nodi con una barca “da crociera”. Queste sono prestazioni che il mondo della vela ha già raggiunto, ma con carene ed equipaggi da regata, non con interni completi e quello che serve per un mese di autonomia.

Struttura ed Interni

Per questi risultati sono determinanti alcune scelte sulla struttura della carena. La chiglia è lifting e sale dalla posizione di navigazione che ha una immersione di 6,5 metri a 3,8 metri e a centro barca, molto visibile, c’è la pinna del DSS che servirà soprattutto a limitare lo sbandamento in navigazione.

“Canova interpreta la vera ragione per cui abbiamo inventato il DSS: più comfort, più performance, orizzonti più lunghi e una visione per il futuro – ha detto Gordon Kay di Infinity Yacht – Siamo molto orgogliosi di far parte della famiglia di Canova dove non ci sono limiti alla ispirazione e la volontà di ridefinire il futuro delle barche da crociera e le velocità dei superyachts”.

Alla pinna, una lunga ala che passa a riposo è al centro della barca e viene spinta in acqua dal lato sottovento durante la navigazione, sono state dedicate molte risorse, è una presenza critica e importante. Altre “meraviglie” sono la propulsione diesel elettrica, con un attuatore su pod da 420kW che si sente appena, e un idrogeneratore che può caricare e fornire energia anche sottovela, tutti i winch sono assistiti.

Le vele sono costruite da North Sails, è una fornitura seguita dalla veleria italiana che non ostante la grande esperienza dello storico marchio ha rappresentato una sfida importante, una espressione eccellente di impiego del sistema costruttivo 3Di che realizza vele in un solo pannello. La randa è una square top sostenuta da una stecca di tre metri e mezzo, con superficie di 570 metri quadri, cui si aggiungono 390 metri quadri di genoa. Albero Rondal. La coperta è uno dei luoghi dove si comincia a percepire la grande abitabilità della nave, con un passaggio fluido verso la deck house divisa in diversi ambienti fondamentali per la vita dell’armatore e dei suoi ospiti.

Sottocoperta un lungo corridoio anticipa il generoso volume dello scafo e porta alla cabina armatore a centro barca, posizione scelta per sentire meno il movimento in navigazione. Illuminata da tre ampie finestre inserite sulle due murate, ha un letto parzialmente basculante che nasconde anche la cassa del DSS, una struttura di carbonio piuttosto importante. La cabina fornita di due bagni, doppio vestier è posto su due livelli.

Verso prua il corridoio con un gioco di pannelli si trasforma in sala Tv o in alternativa una cabina per ospiti con due letti. Verso prua si sviluppano una cabina per ospiti con due letti a dritta e una cabina matrimoniale a prua fornite di bagno e divaneria. Racconta Lucio Micheletti riguardo le scelte estetiche dei materiali e le decorazioni: “La scelta del non colore vuole affidare il messaggio cromatico ai materiali. Materiali potenti come il bronzo e il marmo, sensuali come il lino e il velluto e complici come il vetro con effetto a specchio, lavorano in perfetta armonia, rompendo l’effetto cromatico del legno”.

Ai mobili realizzati su disegno originale da Micheletti si aggiungono alcuni pezzi di design storico, come la Long Chair di Eames, simbolo di una non dimenticata stagione del design.

Come dice Henry Hawkins vicepresidente esecutivo di Baltic Yachts: “Canova riassume tutte le qualità di un prodotto Baltic, un superyacht costruito in carbonio che mostra innovazioni importanti che è stato profondamente studiato e ingegnerizzato in maniera eccellente. Lavorare con un cliente entusiasta ed esperto è stata la chiave per raggiungere questi risultati”.