Uno yacht unico. Mai tale definizione, spesso inflazionata e poco rendicontata, è tanto azzeccata. Non solo per l’indiscussa capacità del cantiere presieduto da Massimo Perotti di realizzare imbarcazioni tagliate su misura di armatore.

L’SL 102 Asymmetric è unico perché nella sua asimmetria – nomen omen – utilizza un linguaggio che rompe gli schemi e riscrive gli equilibri di bordo per massimizzare vivibilità e flessibilità d’uso. La scelta di andare contro corrente rivela tutto il coraggio del patron di Sanlorenzo, testimoniando al contempo la consapevolezza e la capacità di poter superare i canoni della progettazione nautica.

L’ambizioso obiettivo del cantiere italiano è quello intraprendere nuove rotte con il solido conforto di un bagaglio unico di tecnologia e maestria artigiana. Si tratta di un progetto di 31 metri audace e innovativo, pensato per una maggiore fruibilità degli spazi interni e una migliore comunicazione con l’esterno.

Configurazione asimmetrica

L’inedita configurazione asimmetrica, ottenuta mantenendo il solo passavanti sul lato di dritta e spostando quello sinistro sul tetto della struttura, ha infatti consentito di recuperare circa dieci metri quadrati di superficie in favore degli ambienti interni.

Una soluzione alla cui gestazione hanno contribuito più teste e creatività: da un’idea originaria di Chris Bangle, il geniale car designer che ha collaborato anche di recente con il cantiere, ai tecnici e designer Sanlorenzo, sino ai fratelli Bernardo e Martina Zuccon, i giovani architetti figli d’arte che stanno dispensando idee e professionalità al settore, nella continuità dello studio Zuccon International Project.

Lo yacht, pur nella sua dirompente innovazione, ha la prerogativa di mantenere intatto il DNA di famiglia: linee sobrie, volumi equilibrati, aperture a scafo misurate, potenze inclinate e allineate, sovrastruttura filante. Per percepire l’esatta portata del progetto, non basta un’occhiata al profilo. Occorre girare intorno allo yacht: osservare il lato di sinistra, quello di dritta e soffermarsi di fronte alla prua. Solo a questo punto si ha chiara la differenza che esiste tra un lato e l’altro.

Su quello di dritta il passavanti conduce senza soluzione di continuità dal pozzetto di poppa al living di prua, con l’impavesata che in corrispondenza del salone si apre per formare una terrazza (soluzione che Sanlorenzo applicò per primo sul 40Alloy nel lontano 2008). Sul lato di sinistra la murata è invece continua, dalla linea di galleggiamento al flying bridge poiché il passavanti, ricavato sul tetto della sovrastruttura, fiancheggia allo stesso livello il flying bridge per scendere nel cockpit prodiero tramite una scala a sei gradini. Su questo stesso lato, all’altezza della zona dining, una parte della murata si abbassa elettricamente per ampliare la vista panoramica verso l’esterno.

Il Design

La configurazione wide body del lato di sinistra ha infatti permesso di collocare, come in una moderna villa sul mare, da un lato un’ampia sala da pranzo con vetrata a tutt’altezza che si trova a picco sull’acqua e, a dritta, un salotto che si apre su un balcony.

L’insieme è spettacolare. «Il motivo dell’asimmetria è affascinante – spiega Bernardo Zuccon – rappresenta una reale sfida e una sperimentazione tipologica. Da architetto formatomi nel residenziale, considero ogni tipologia abitativa un modo diverso di vivere la casa. Rispetto alla tradizione navale, abbiamo provato a perderci…

Diciamo a spostare gli equilibri, con tanto impegno. Per me la fortuna del progettista navale è sempre stata quella di disegnare mezza barca e poi ribaltarla specularmente. Questo progetto cambia i flussi e i concetti consolidati. Con questa barca il percorso progettuale è più intraprendente e i tempi sono stati più lunghi.

L’altra grande sfida è stata nascondere l’asimmetria. Se l’avessimo rivelata, cioè resa visibile e manifesta, saremmo andati contro agli equilibri perfetti del family feeling di Sanlorenzo. Per realizzarla c’è voluto il coraggio che solo Massimo Perotti poteva esprimere».

L’asimmetria viene così dissimulata attraverso il sapiente disegno delle murate, che riportano in entrambi i lati gli stessi segni, e l’abile gioco di mascheramento del passavanti alto, protetto da un corrimano che si ritrova anche sul lato destro come elemento più decorativo che protettivo, comunque funzionale al contenimento della zona prendisole ricavata sul tetto della sovrastruttura, a prua della timoneria coperta.

L’attitudine del cantiere nel plasmare lo spazio a piacimento per dare vita a proposte cucite sui desideri del committente è evidente anche nelle proposte di layout. Quella pensata per il Vecchio Continente colloca la suite armatoriale, con o senza balcone abbattibile, a prua del ponte di coperta, il salone con differenti configurazioni di sedute e le cabine ospiti (quattro matrimoniali simmetriche) al ponte inferiore.

La disposizione proposta al mercato d’oltreoceano utilizza, invece, la zona prodiera del ponte principale per una grande cucina open space cui, verso poppa, è collegata la sala da pranzo. Nel salone, a ridosso della porta verso il pozzetto, trova posto l’immancabile bancone bar.

La suite armatoriale si sviluppa a centro barca del ponte inferiore e le cabine riservate agli ospiti sono tre, una vip matrimoniale e due doppie a letti singoli. Frutto del ricercato estro creativo di Martina Zuccon sono il décor e l’arredo, realizzati nel pieno rispetto della filosofia tailor made di Sanlorenzo.

Motorizzazioni

Anche nelle motorizzazioni l’armatore può scegliere tra più opzioni, tutte firmate Mtu, in funzione della prospettiva di impiego dello yacht: 16V 2000 M86 (1.630 kW/2.216 cv) per una velocità di punta di 28 nodi e una di crociera veloce di 25 nodi o, in alternativa, una coppia di 16V 2000 M96 (1.790 kW/2.434 cv) per una velocità massima di 29 nodi e una di crociera veloce di 26 nodi.

Al 102 il cantiere ha già fatto seguire un progetto di 29 metri (l’SL96 Asymmetric con interni a firma dell’architetto Laura Sessa) che debutterà al Boot 2020 di Düsseldorf, in programma dal 18 al 26 gennaio prossimi. Anche per questo modello l’asimmetria ha consentito di dilatare gli ambienti interni, permettendo fruibilità impensata per un 96 piedi.